Per quanto io cerchi – correndo, bevendo vino, giocando con mia figlia, guardando le lisergiche partite della Sampdoria – di stare alla larga dalla realtà

eccellere

Per quanto io cerchi – correndo, bevendo vino, giocando con mia figlia, guardando le lisergiche partite della Sampdoria – di stare alla larga dalla realtà, mi pare di aver inteso che ultimamente si parla tanto di merito.

E a me sembra un parlare vuoto (ma quale parlare non lo è? Va be’). Vuoto mica solo perché – cosa verissima, peraltro – ogni discorso o ragionamento sul merito perde significato se il punto di partenza non è il medesimo per tutti.

Il fatto importante, per me, è un altro: è il fatto che moriamo. Tutti, moriamo. Quindi non ho mai capito questa smania di voler eccellere, e poi – come se non bastasse – la smania di volere che anche i propri figli eccellano.

E dopo che si ha eccelso? Si muore, esattamente come chi non ha eccelso.

Non sarebbe meglio – più giusto, più sensato, pure più bello – vivere il poco tempo che abbiamo cercando di non disturbare troppo il prossimo e di non guastare troppo il pianeta? Anziché pensare a eccellere, coglione, bada a spegnere la suoneria del telefonino al cinema. Anziché pensare a eccellere, coglione, bada a spegnere il motore della tua automobile ai semafori.

(Eh no, un momento, ferma tutto. Cosa c’entra il merito con la smania di eccellere? Uno pretende solo di avere ciò che, appunto, merita.

Ah sì? E allora perché non ho mai sentito nessuno frignare per aver ottenuto più di quanto avrebbe meritato?).

Saper fare una cosa bene, o vedere che i propri figli sanno fare qualcosa bene, non dovrebbe equivalere mai all’appuntarsi una stelletta: rammento che si muore nudi. Tutt’al più una cosa fatta bene potrebbe essere un esempio da mostrare con umiltà agli altri, sarebbe come dire loro: ecco, in questo bagliore incomprensibile che è la vita, fare qualcosa bene, con energia, dedizione, perizia, può restituire la vaga sensazione di stare facendo la propria piccolissima parte, che è poi secondo me – non lo so, non ho alcun rapporto con eventuali divinità, sto presumendo – esattamente quello che ci viene richiesto. Fare la propria piccolissima parte.

Eccellere. Sì sì, eccellete, eccellete. Tic, tac, tic, tac.

 

(pubblicato su Facebook il 6 novembre 2022)

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