Gli errori, l’errore

La questione è semplice: se tutti, in fondo alla vita, moriamo, allora abbiamo tutti ugualmente ragione o ugualmente torto.

Poi ci sono le altre ragioni e gli altri torti, quelli che rientrano nei parametri stabiliti dagli umani. Sono convenzioni a cui si soggiace, per cui si combatte, che ci si ostina a credere vere; salvo essere travolti dall’imbarazzo quando si scopre che, in altro spazio o tempo, i nostri torti possono diventare ragioni e le nostre ragioni torti; oppure possono – questi e quelle – perdere ogni importanza, svuotarsi di senso. Ma come? Le ragioni e i torti su cui abbiamo fondato la nostra morale, la nostra esistenza!

E intanto esiste sempre il mondo, per accordarsi al quale basterebbe abitarlo anziché ridurlo a contenitore di torti e ragioni.

Una vita a rimarcare ciascuno gli errori degli altri, e il mondo – che continua a vederci sbagliare tutti, a vedere che tutti lo ignoriamo – mai che ci abbia mosso un rimprovero, mai che abbia smesso di accoglierci.

 

(pubblicato sulla rivista Squadernauti, numero unico, giugno 2019)

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