Ogni tanto succede che un discografico calvo e sovrappeso scopra tre nuovi brani incisi nella stessa sessione di quel tale album

Il sapore della ciliegia

Ogni tanto succede che un discografico calvo e sovrappeso scopra tre nuovi brani incisi nella stessa sessione di quel tale album, la stampa annunci il ritrovamento con le bave, e via subito con l’edizione aumentata.
Ma se quei tre brani non stavano nell’album originale, furboni, si vede che non ci dovevano stare, che saranno stati reputati o non abbastanza belli o non abbastanza coerenti con l’atmosfera dell’opera, no?
“A love supreme” di John Coltrane dura meno di trentatré minuti eppure a me non sembra un album troppo breve, sembra un capolavoro. Cos’è questo bisogno di aggiungere?

O come l’altra faccenda, visto che ci siamo dentro fino al collo, quella del Black Friday, che non faceva già abbastanza orrore così, allora da qualche anno i negozi fisici e virtuali alé a fare a gara ad anticipare gli sconti, e a prorogarli fino all’altro orrore, il Cyber Monday, e oltre, ma sì, facciamo un Black Friday che duri tutto l’anno, anzi, lasciamo un solo giorno per chi volesse provare l’eccitazione masochistica di acquistare a prezzo pieno.

Di queste due perversioni è compagna una terza, quella delle serie tv, perchè guardare un film e accettare che dopo due ore sia finito per sempre figurarsi, troppo poco, cosa fare sino alla prossima pellicola, con quali emozioni trastullarsi?

Ancora, ancora, ancora.

(Poi, mi raccomando, stupitevi se i vostri figli appena restano da soli si annoiano).

 

(pubblicato su Facebook il 20 novembre 2022)

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