Ieri, per mail, ho dato del galantuomo a una cara e garbatissima persona

Chaplin

Ieri, per mail, ho dato del galantuomo a una cara e garbatissima persona, e poi mi è venuto da pensare che “galantuomo” è una parola che muove da un immaginario sessista, da lì a un paio d’ore i partiti si sono accordati – diciamo così – sul nome di Mattarella, e io ho mentalmente associato il presidente della Repubblica al sostantivo “galantuomo”, e a quel punto mi è venuto da pensare di avere proprio un immaginario messo male, poi mi sono anche ricordato che un giorno, pur lodandolo, Fiorella Mannoia ha detto che Paolo Conte ha un immaginario maschilista, ma io continuo a reputare Paolo Conte un genio e Fiorella Mannoia un’interprete sopravvalutata, e alcuni amici mi hanno insegnato una serie di cose belle e importanti sulla fluidità di genere e sul maschile sovraesteso, ma io quando mi siedo al tavolo di un bar e ci sono donne e uomini (e non saprete mai se ho scritto prima “donne” e poi “uomini” per galanteria sessista, per caso o per sporcizia di coscienza) continuo a dire “Ciao a tutti” e così a naso direi che non adopererò mai l’asterisco o lo schwa come segno di apertura verso le identità non binarie, e per quanto riguarda il resto uno può accoppiarsi con chi o cosa vuole, purché l’altro – nel caso di vivente – sia d’accordo, questo è il mio modo semplice – ma piuttosto sicuro, no? – di non discriminare, e poi anche la mania che ultimamente sta prendendo, o forse c’è sempre stata, di sentirsi persone pure e di indicare agli altri gli errori che commettono nel campare, a me la parabola della pagliuzza e della trave è sempre piaciuta molto, che è poi traducibile in un più laico “Fatti i cazzi tuoi”, ma la professoressa Claudia Re, al Liceo, avrebbe detto che “cazzo” proviene da un immaginario sessista, e probabilmente avrebbe avuto ragione, caspita che culo ci faceva la prof Re – adorabile compagna, chissà adesso come sarà anziana e polemica – quando ci esprimevamo da machi, ecco, “culo” credo che si possa dire, mi pare equidistante, tutti ne abbiamo uno, è un termine bipartisan, ma anche qui: come è giusto pronunciarlo, “bipartisan”?, e quanto è legittimo usare i forestierismi con la lingua bella e ricca che abbiamo?, però adesso basta, è domenica anche per me.

 

(pubblicato su Facebook il 30 gennaio 2022)

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