Stamattina, come ogni giovedì 9 dicembre degli anni dispari

Paolo Conte

Stamattina, come ogni giovedì 9 dicembre degli anni dispari, ragionavo sul problema del tempo in Plotino mentre spolveravo la mia collezione di terrecotte devozionali ascoltando musica con gli auricolari.
La canzone era “Come di” di Paolo Conte, che a un certo punto fa “…con lontanissimi binocoli…”, e io saranno trent’anni che so che fa così, ma stamattina per la prima volta mi sono soffermato, se poi Plotino se l’è presa pazienza, sulla bellezza di questa frase, ai tempi dell’Università avrei saputo anche dire al volo di che figura retorica si tratti, bei tempi, quelli, grandi bevute di vino e grandi letture, ogni tanto il “Manuale di retorica” di Bice Mortara Garavelli lo risfoglio ancora, ma a quei tempi là era proprio un livre de chevet, “con lontanissimi binocoli”, capite?, per dire “con binocoli che arrivano lontanissimo”, e ho pensato, stamattina, non al fatto che Paolo Conte sia un genio, lo sapevo già, ma ho pensato che questa è la frase di un pittore, uno due tre colpi di pennello, i colori non saranno giusti nel senso della mimesi della realtà ma il risultato è anche più reale della realtà, no?, dopo che uno inventa “con lontanissimi binocoli”, dire “con binocoli che arrivano lontanissimo” suona verboso e perfino impreciso, allora stai a vedere che la realtà reale c’è, basta saperla nominare, c’è e se le premesse sono queste, “con lontanissimi binocoli”, è un posto in cui secondo me si starebbe d’un bene.

 

(pubblicato su Facebook il 9 dicembre 2021)

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