Noi, il mondo

Noi, il mondo

Adesso basta con la scrittura.

Ci sono già troppi punti di vista sul mondo. Alziamo la testa dal foglio e guardiamolo, una buona volta, il mondo. Il suo punto di vista è uno, immutabile; e ugualmente, irrimediabilmente lontano dai nostri.

Quanto tempo abbiamo perso, amici scrittori. Quante energie spese nella folle pretesa di spiegare agli altri qualcosa che nemmeno noi conoscevamo.

Sapevamo di mentire? O ci illudevamo davvero di custodire noi (proprio noi, solo noi) la parola della chiarezza assoluta?

 

Ma le intuizioni, allora? Le pagine che funzionano, vibrano, brillano di una luce bianca così simile alla verità?

Diciamolo meglio: simile alla nostra idea di verità. Quelle pagine non ci avvicinano di più al mondo, ma a noi stessi.

 

Allora il peccato originale è stato quello di confondere noi stessi col mondo.

 

(pubblicato su Squadernauti  l’11 ottobre 2021)

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