Ieri, non mi era mai capitato, ho assistito a un concerto dalla prima fila

Girotto Servillo Mangalavite

Ieri, non mi era mai capitato, ho assistito a un concerto dalla prima fila.

Sapeste che bello, per uno alto centonovantadue centimetri, poter finalmente allungare le gambe. E poi avere i musicisti da qui a lì.

Si era a Ulassai, al festival Rocce Rosse Blues. I GSM (ovvero Javier Girotto, Peppe Servillo e Natalio Mangalavite) hanno reinterpretato brani di Lucio Dalla.

Faceva un bel fresco, a Ulassai, e prima del concerto ho bevuto la giusta quantità di vino, che mi ha permesso di sintonizzarmi sulla musica senza troppo perdermici né troppo ritrovarmici (questa va riletta, è l’unica intuizione del post).

Mangalavite è bravo, ironico, poliedrico. Girotto – per me poi, ex sassofonista perduto – è monumentale, sia per le sonorità che cava dal soprano (e dal baritono) sia per la qualità degli assolo (non si pluralizza “assolo”, giusto? Mi pare di ricordare così, poi controllo, se no perdo il filo). Servillo, eh, che compito ingrato si è dato Servillo: ricantare i pezzi di Lucio Dalla. Da persona acuta qual è, ha fatto subito capire che non avrebbe sfidato Dalla sul terreno dell’interpretazione: il pubblico non avrebbe gradito e Servillo avrebbe preso cappotto. Allora ecco che ha rifatto i brani a modo proprio, quasi spiegando i testi nel cantarli, se possibile levando soprattutto là dove Dalla aggiungeva. Atteggiamento rispettosissimo (oltre che intelligente), bravo Peppe, tuttavia nessuno tra il pubblico, credo-temo, ha potuto fare a meno di pensare: “Ah, però, cantate da Dalla…”.

E così, riassumendo, posso dire che ieri sera a Ulassai me la sono spassata, ho per la prima volta capito sino in fondo il duende di Lucio Dalla, ho addirittura avuto il coraggio di chiedere a Girotto, a fine concerto, che bocchino e che ancia usa sul soprano (non ve li dico), e la felicità di poter srotolare i miei centonovantadue centimetri mi ha fatto persino ripensare con indulgenza all’abnormità dei ristoratori che qui, in estate, servono il vino rosso freddo.

 

(pubblicato su Facebook il 19 agosto 2021)

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