Nudi

Le virtù attribuite alla letteratura, alla lettura. Sino a dire: chi legge è una persona migliore di chi non legge.

Dimenticando che ogni affermazione è arbitraria; e che dietro ogni affermazione c’è la paura.

Si potrebbe anche dire: la letteratura è inutile. Leggere è inutile. Chi legge è una persona peggiore di chi non legge.

Un’affermazione vale l’altra. Nessuna affermazione ha mai spostato il mondo di un millimetro.

Magnificare un àmbito, idealizzarlo, farne un luogo di potere, di affermazione personale. Illudersi che ci possa essere il modo di resistere al limite estremo, di giungervi col bagaglio più idoneo.

Ogni esperienza di lettura, anzi: ogni esperienza, è preceduta e seguita dal buio.

Ogni esperienza è insensata, è inutile. Non c’è progresso, non c’è percorso, c’è solo un accumulo. Arriveremo alla fine nudi.

Allora, slegata da ogni causalità, ogni esperienza può essere fatta solo per quel che vale.

E ogni libro può finalmente essere letto con una concentrazione assoluta.

 

(pubblicato su Squadernauti il 12 agosto 2016. Fotografia di Luigi Ghirri)

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